Moda per la Vita - A Pitti Immagine Uomo 110, Dress Me and You By Géza Béres; Il Brand 'DMY' Dona parrucche per un valore di 10.000 euro a sostegno delle donne in terapia oncologica
Moda per la vita: a Pitti Immagine Uomo 110, Dress Me and You dona parrucche per un valore di 10.000 euro a sostegno delle donne in terapia oncologica
Di Selenia Eyre
Traduzione, adattamento editoriale internazionale e coordinamento editoriale
Amédée Martin Mieke, https://fashionstylemagazine.it/redazione/contributore e collaboratore
FIRENZE — Nel cuore di Pitti Immagine Uomo 110, uno degli appuntamenti più autorevoli e rappresentativi della moda maschile internazionale, la maison sartoriale ungherese Dress Me and You ha scelto ancora una volta di affermare una visione della moda che va oltre i confini dell’estetica per trasformarsi in un gesto concreto di responsabilità, vicinanza e umanità.
In occasione della manifestazione fiorentina, il brand ha rinnovato il proprio impegno sociale con una donazione di parrucche del valore complessivo di quasi 10.000 euro, destinate a donne che stanno affrontando il percorso della terapia oncologica. La donazione è stata affidata ad AVO Firenze, associazione impegnata da anni nel sostegno ai pazienti e nel miglioramento della qualità della vita delle persone più fragili attraverso un lavoro quotidiano di assistenza, ascolto e presenza sul territorio.
Il valore di questa iniziativa si misura innanzitutto nella sua capacità di riconoscere la dimensione umana della cura. La perdita dei capelli è una delle conseguenze più difficili da affrontare sul piano psicologico, identitario ed emotivo per molte donne in terapia oncologica. Una parrucca di qualità non restituisce soltanto un’immagine esteriore: può restituire fiducia, dignità, continuità con sé stesse e forza nel vivere il proprio percorso di guarigione.
In questo senso, il gesto di Dress Me and You va ben oltre la beneficenza. È un atto di responsabilità sociale che traduce la moda in cura, rispetto, sensibilità e presenza concreta. Da anni, infatti, il marchio sostiene con costanza donne colpite da patologie oncologiche, accompagnando con discrezione e consapevolezza un cammino in cui il bisogno di sostegno non è soltanto sanitario, ma anche profondamente umano.
Dress Me and You: il brand, la visione, la responsabilità
Nel panorama della moda maschile ungherese ed europea, Dress Me and You si distingue per una visione che unisce eccellenza sartoriale, ricerca stilistica e impegno sociale. La maison, con sede a Budapest in Batthyány Street 27, propone un universo di sartoria su misura costruito attorno al concetto di eleganza personalizzata, offrendo abiti da uomo e da donna, camicie e bluse realizzati su misura, con una straordinaria selezione di tessuti e materiali di alta gamma.
Il brand mette a disposizione dei propri clienti circa 4.000 tipologie di tessuti per abiti e oltre 4.500 tessuti per camicie e bluse, con una qualità che spazia dai filati Super 140’s fino ai Super 200’s, oltre a una collezione di oltre 400 varianti di fodere in seta. La filosofia della maison si fonda su un’attenzione meticolosa ai dettagli, sulla valorizzazione delle esigenze individuali e sulla capacità di trasformare la sartoria in esperienza personale, precisa e contemporanea.
Abiti su misura, smoking, frac, tight e capi per occasioni formali convivono con una proposta pensata anche per un’eleganza quotidiana, sportiva e sofisticata. È una sartoria che unisce tradizione artigianale, sensibilità estetica e cultura del servizio, e che ha costruito negli anni un rapporto di fiducia con una clientela internazionale.
Ma ciò che rende oggi Dress Me and You particolarmente rilevante nel panorama fashion europeo è la sua capacità di collocare l’impegno umano al centro della propria identità. In un settore spesso dominato dall’immagine, il brand riafferma il valore della moda come atto culturale e responsabilità condivisa.
Géza Béres: il fondatore, il volto umano del brand
A incarnare questa visione è Géza Béres, fondatore di Dress Me and You, sarto, designer, imprenditore e filantropo. Figura ormai familiare anche in Italia e presenza sempre più riconoscibile negli ambienti della moda internazionale, Béres rappresenta il volto di una sartoria che coniuga professionalità, stile e prossimità umana.
Uomo di eleganza autentica e di relazioni costruite con naturalezza, Géza Béres ha dato al marchio una direzione precisa: fare della sartoria non soltanto un luogo di eccellenza artigianale, ma anche una piattaforma di valori. Il suo approccio al lavoro si distingue per una rara combinazione di precisione, gusto, calore umano e spirito di condivisione. In questa prospettiva, la donazione realizzata a Firenze non appare come un gesto occasionale, ma come l’espressione coerente di una filosofia imprenditoriale in cui il successo acquista significato solo quando genera beneficio per gli altri.
La sua presenza a Pitti Immagine Uomo rafforza inoltre il legame tra Ungheria e Italia, tra la tradizione sartoriale dell’Europa centrale e l’eredità culturale della moda italiana, in un dialogo che trova a Firenze il suo scenario naturale.
AVO Firenze: il valore della prossimità
In questa storia, AVO Firenze occupa un ruolo essenziale. L’associazione rappresenta il punto di incontro tra il gesto del brand e il bisogno reale delle persone. Attraverso il proprio impegno quotidiano nel supporto ai pazienti, nell’ascolto, nell’assistenza e nell’accompagnamento umano, AVO Firenze traduce la solidarietà in un lavoro concreto, silenzioso e fondamentale.
Affidare la donazione ad AVO Firenze significa riconoscere il valore di una rete di prossimità che opera sul territorio con competenza, sensibilità e continuità. Significa anche sottolineare come la collaborazione tra imprese, associazioni e realtà civiche possa produrre un impatto tangibile nella vita delle persone.
Firenze e Pitti Uomo: il luogo simbolico di una storia internazionale
Che tutto questo accada a Firenze ha un significato profondo. Culla del Rinascimento, capitale della cultura del bello, dell’artigianato e della moda, la città rappresenta un luogo in cui il patrimonio estetico e la visione contemporanea convivono in equilibrio. In questo scenario, Pitti Immagine Uomo 110 non è soltanto una vetrina internazionale della moda maschile: è un crocevia di linguaggi, relazioni, business, cultura e narrazioni.
La consegna della donazione nel contesto di Pitti trasforma un grande evento di settore in un’occasione per riaffermare che la moda può essere anche presenza attiva nella società, capace di generare consapevolezza, supporto e valore collettivo. È un messaggio che parla al fashion system internazionale e che invita il settore a misurare il proprio impatto non solo in termini economici o creativi, ma anche umani.
Selenia Eyre: la voce editoriale del progetto
Selenia Eyre è scrittrice, giornalista pubblicista e curatrice editoriale. Attiva nel panorama culturale e lifestyle italiano, si occupa di scrittura narrativa, giornalismo e comunicazione, con un’attenzione particolare ai temi dell’identità, delle relazioni umane, della moda come linguaggio culturale e dell’estetica contemporanea.
Autrice di romanzi tra cui Non è poi così male, Se non è oggi sarà domani e Tienimi per mano, porta nella scrittura una cifra emotiva riconoscibile, capace di unire introspezione, sensibilità e uno sguardo autentico sulla realtà. Le sue opere e le sue presentazioni letterarie sono state ospitate in contesti culturali e istituzionali, soprattutto in Toscana.
Nel giornalismo online firma articoli, editoriali e interviste tra fashion, lifestyle, cultura ed etica del contemporaneo, con uno stile che intreccia racconto, analisi e visione personale. Collabora a progetti culturali e iniziative dedicate alla valorizzazione delle storie femminili e delle esperienze individuali come patrimonio collettivo. La sua scrittura è diretta, elegante e profondamente umana: racconta ciò che cambia, ciò che resta e ciò che ci definisce.
Media Credits
Testo originale
Selenia Eyre
Traduzione, adattamento editoriale internazionale e coordinamento editoriale
Amédée Martin Mieke
Chief Editorial
Mokili Mobimba Ruya
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